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Ambiente, “nanoparticelle” e “nanopatologie” del Dr. S. Colussi – Consulente per la Nutrizione Ortomolecolare Di recente, è stato eseguito, da parte di ricercatori dell’ Università di Modena, uno studio sulle cosiddette “nanoparticelle” emesse nell’ ambiente. Le particelle che sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagl’ incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura. Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e degl’inceneritori.o ”termovalorizzatori, ma anche come conseguenza di esplosioni. Al proposito è stato creato il termine "nanopatologie" che non significa “piccole malattie”, bensì le malattie provocate da micro- e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell’organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto Le conseguenze che queste vere e proprie intossicazioni comportano, possono essere devastanti, non ultimie vari tipi di cancroTra queste emissioni nocive, una parte considerevole è composta da metalli pesanti (cadmio, mercurio, arsenico, piombo, alluminio, nichel) che raggiungono con etrema facilità i loro bersagli che possono essere il cuore e i vasi sanguigni, il sistema immunitario, le ossa, le ghiandole, il sistema nervoso ed entrare in competizione con l’ assorbimento di minerali indispensabili alla vita come il magnesio, lo zinco, il ferro, lo zolfo, il selenio, il rame, ecc. Chiunque viva in un centro industrializzato sa bene che quando l’inquinamento atmosferico supera una determinata soglia non è più permesso usare le automobili. Ciò che le autorità locali generalmente controllano è la quantità di PM-10 (vale a dire materiale particolato da 10 micron di diametro) sospeso nell’aria, ma, purtroppo, esiste una polvere quattro volte più fine, chiamata PM-2,5, che è molto più pericolosa, e, di regola, più una polvere è sottile, più alta è l’insidia che reca
I concetti
fondamentali da ricordare sono:
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